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I Cantieri della Conoscenza

I Cantieri della Conoscenza

"I Cantieri della Conoscenza" promossi dalla nuova direzione del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, sono rappresentativi per la formula dei cantieri aperti che si inserisce nel solco della filosofia del nuovo concept di cui si è dato immediato avvio.


I cantieri aperti svolgono un ruolo fondamentale della divulgazione delle attività in itinere attraverso la metodica dell'archeologia partecipata, con la quale far crescere la consapevolezza di chi abita luoghi straordinari dal grande valore culturale.


L'attività di scavo, indagine chiusa e fine a sé stessa, pur rilevante ed importante per la ricerca e salvaguardia rischia di essere dimenticata una volta che il cantiere viene chiuso e i lavori sono ultimati. La divulgazione della scelta dei ritrovamenti più significativi con innovative metodiche di conservazione
rappresenta una coerente sintesi di collaborazione non solo fra Istituzioni ma tra professionisti di diversa estrazione culturale che superando la sterile “burocratica competenza”, perseguono e raggiungono un unico obiettivo: trasformare una semplice attività di scavo in una ricerca entusiasmante, con l'emozione mai doma della scoperta di segni.

Archeologia: a Selinunte nuova campagna scavi con importanti scoperte Direttore Parco, "I Cantieri della conoscenza"; strumento per far conoscere la nostra attività


Un cantiere di scavo sull'acropoli di Selinunte che diventa scoperta e, infine, momento divulgativo. La tredicesima campagna di scavo della New York University e dell'Università Statale di Milano, in convenzione con il Parco Archeologico di Selinunte, che si è svolta dal 7 giugno al 5 luglio, sta fornendo degli esiti inaspettati. Alla missione, dal forte carattere interdisciplinare e internazionale, hanno partecipato oltre 50 tra studenti ed esperti di
Archeologia, da otto diversi Paesi.
Gli esiti della campagna di scavo e l'importanza di questi ritrovamenti saranno illustrati dal Prof. Clemente Marconi, che ha diretto la missione archeologica, al Baglio Florio di Selinunte con successiva visita guidata del cantiere di scavo, effettuata dagli studenti e dagli esperti, il giorno 4 Luglio alle ore 17.00. L'incontro è stato organizzato nell'ambito de "I Cantieri della Conoscenza" promossi dall'architetto Bernardo Agrò, neo direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, già realizzati e diretti dallo stesso per i monumenti medievali e moderni in altre realtà di Sicilia. "Nel solco della filosofia e della organica riorganizzazione del sistema dei parchi archeologici di Sicilia voluta da Sebastiano Tusa e perseguita con grande passione dal Presidente Nello Musumeci- spiega l'architetto Bernardo Agrò -, si inserisce la formula dei cantieri aperti, che costituisce un ruolo fondamentale della divulgazione delle nostre attività attraverso la metodica dell'archeologia partecipata, con la quale far crescere la consapevolezza di chi abita luoghi straordinari  dal grande valore culturale". 

Il Prof. Marconi osserva: “da sempre l’obiettivo della nostra missione è stata l’archeologia partecipata e la condivisione dei risultati delle nostre ricerche con la popolazione che abita questo straordinario territorio e che ha tanto a cuore il proprio patrimonio culturale. Grazie a “I Cantieri della Conoscenza” l’archeologia partecipata diventa una realtà a Selinunte: accogliamo con entusiasmo questa innovativa iniziativa. 
Quest'anno lo scavo si è concentrato sull'approfondimento delle due trincee aperte lo scorso anno lungo il lato sud del Tempio R e tra il lato ovest dello stesso tempio e quello sud del Tempio C. Lo scavo ha prodotto risultati della massima importanza, relativamente alle fasi più antiche di occupazione greca del grande santuario urbano e alle attività associate alla costruzione prima del Tempio R e poi del Tempio C. Quanto al santuario, la missione ha portato alla luce la fronte ovest di una struttura rettilinea con fondazione in schegge di calcare e elevato in mattoni crudi. Grazie alla scoperta di quest'anno è possibile stabilire che l'edificio aveva una lunghezza di 4.5 m, ed era posizionato subito a est del più recente Tempio R, con lo stesso orientamento est-ovest. Databile nell'ultimo quarto del VII secolo a.C., la struttura è stata rasata con cura in occasione della costruzione del Tempio R nel primo quarto del VI secolo a.C.
Sulla base della collocazione e dei materiali associati, questo edificio, tra i più antichi di fase greca fin qui identificati a Selinunte, aveva con ogni probabilità una funzione sacrale. Particolarmente notevole è stato il rinvenimento, nello strato di preparazione dell'area circostante, della deposizione votiva di un palco di cervo rosso (Cervus Elaphus) appartenuto ad un animale adulto e perfettamente conservato. Per le fasi di costruzione e uso del Tempio R,
due scoperte significative sono state due buche di palo funzionali al sollevamento dei blocchi della cella dell'edificio, e un altare cavo per libagioni perfettamente conservato. Una scoperta della massima importanza da questo contesto è stata la deposizione votiva di due corna di un toro (Bos Taurus) adulto di grandi dimensioni, molto probabilmente appartenenti allo stesso animale. Si tratta della prima evidenza archeologica per il sacrificio di tori nel grande santuario urbano di Selinunte.


Infine, il saggio tra Tempio R e Tempio C ha permesso di mettere completamente in luce le fondazioni di quest'ultimo edificio, rivelando come la pendenza attuale di questo settore dell'acropoli sia stata realizzata artificialmente in occasione della costruzione di questo grande tempio monumentale. I livelli associati alla realizzazione del Tempio C sono perfettamente conservati, e offrono documentazione preziosa per la definizione del processo di costruzione, inclusa la realizzazione delle fondazioni e del crepidoma. A questo si aggiunga il rinvenimento di un deposito votivo eccezionale, associato al cantiere, comprendente materiali in oro e argento. (opzione che secondo noi appare utile...vedi tu) "L'attività di scavo, - conclude l'Arch. Bernardo Agrò - indagine chiusa e fine a sé stessa, pur rilevante ed importante per la ricerca e salvaguardia rischia di essere dimenticata una volta che il cantiere viene chiuso e i lavori sono ultimati. La divulgazione della scelta dei ritrovamenti più significativi con innovative metodiche di conservazione rappresenta una coerente sintesi di collaborazione non solo fra Istituzioni ma tra professionisti di diversa estrazione culturale che superando la sterile “burocratica competenza”, perseguono e raggiungono un unico obiettivo: trasformare una semplice attività di scavo in una ricerca entusiasmante, con l'emozione mai doma della scoperta di segni".