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CREPUSCOLO A SELINUS - PROMETEO

25 agosto 2020 ore 18.30

In un connubio tra l’originaria grecità e il fascino crepuscolare che nell’area monumentale di Selinunte si arricchisce di suggestive visuali attraverso le componenti dell’architettura del paesaggio tra i ruderi dell’antica città, “Prometeo”, una performance a cura dell’Associazione culturale LAUROS di Gino Caudai, con l’adattamento e regia di Patrick Rossi Gastaldi e con la partecipazione di Ruben Rigillo, Silvia Siravo e Gabriella Casali.


PROMETEO

- presentazione -

 

Prometeo è il dio amico degli uomini e loro benefattore, il Titano

che li favorisce dando loro il fuoco contro il volere di Zeus.

Il fuoco significa il sapere e Zeus rappresenta lo status quo, la

situazione dominante dell’Occidente attuale.

Prometeo «colui che riflette prima», il Titano che ama il genere

umano, altro non è se non la metafora d’una lotta inesausta,

identica a se stessa nell’apparente trascorrere del tempo: lotta

contro il potere dei pochi, affidato all’ignoranza dei molti. Ed è

questo il segreto che Prometeo ha carpito ai numi: senza il fuoco

della conoscenza lo sfruttato è il miglior alleato dello sfruttatore,

perché non ha coscienza dei diritti.

Prometeo non è un solo mito, è un modo d’essere dell’uomo nella

storia di tutti i tempi. Come un passero intrappolato, piuttosto che

vivere in gabbia si rompe le ali contro le sbarre per riconquistare la

libertà di volare, così l’uomo sfida le imposizioni e mette in gioco la

vita, se il potere prova a imporgli un’ideologia di annientamento

della sua libertà di scelta.

La scintilla del fuoco, da Prometeo sottratto all’egoismo degli dèi,

accende una luce in un mondo popolato da esseri confusi e atterriti,

che si aggirano «simili a larve di sogni», sulla terra desolata, e li

guida verso una vita più consona alla loro dignità di uomini. Egli è

dunque il fiero eroe ribelle alla tirranide, dotato di una fede

incrollabile nell’uomo.

Una condizione senz'altro riconducibile alla nostra attuale in cui

anche ciascuno di noi, forse confuso e spaventato, dovrà portare

con sé la fiaccola del fuoco sacro della conoscenza per non essere

mai asservito al potere ma sempre artefice del proprio destino.

G. C.